05.02.05
Nuovo ultimatum per l'Italia.
A pochi giorni dalle elezioni in Iraq l’ondata di terrore si intensifica ancora di più. E i motivi sono sempre gli stessi: via gli eserciti occupanti. Ancora una volta si ricorre al rapimento, all’ultimatum, al terrore internazionale sulla pelle di chi si trova in questi paesi piegati dalla guerra e in cerca della loro libertà per lavorare. Giuliana Sgrena era in Iraq per raccogliere informazioni, per seguire la guerriglia, per testimoniare come reporter cosa accade in questi territori, fra questa gente. Inviata del Manifesto in Iraq Giuliana Sgrena è stata presa da uomini armati che hanno fermato l’autovettura su cui si stava dirigendo con il suo interprete nella moschea sunnita di al-Kastl a Bagdad, dove avrebbe dovuto intervistare un gruppo di esuli da Falluja. E la rivendicazione è arrivata nel giro di poche ore da parte della Jihad islamica con questo ultimatum: 72 ore per ritiro soldati italiani da Iraq. Gabriele Polo direttore del quotidiano e il sindaco di Roma Walter Veltroni hanno organizzato per sabato pomeriggio una manifestazione, una mobilitazione di piazza, come avvenne per le due Simone, per chiedere la liberazione della reporter
L’obiettivo è far sapere a tutti chi è Giuliana, che cosa fa, il suo lavoro, ora e prima della guerra, quando in Iraq c'era l'embargo, come ha voluto testimoniare le sofferenze degli iracheni. Diverso invece l’obiettivo dei rapitori, che non sanno distinguere tra “buoni e cattivi”, ma con la paura, la violenza e il sangue cercano di colpire chiunque, senza alcuna distinzione. Oltre ai pacifisti si sono mobilitati il nostro governo e la Farnesina che assicurano faranno di tutto, come nei casi precedenti, per riportare a casa la giornalista italiana. Un impegno importante e necessario in nome di chi non è riuscito a tornare, e soprattutto per tutti quelli che lavorano nei paesi di guerra per amore dell’informazione, per cercare di capire e di farci capire.
La vita
Un’immensa piazza, dunque, con intorno un’infinità di case, questa è la vita; e in mezzo, gli uomini che trafficano fra di loro e nessuno riesce mai a conoscere le altre case; soltanto la propria e in genere male anche in questa perché restano molti angoli bui e talora intere stanza che il padrone non ha la pazienza o il coraggio di esplorare. E la verità si trova soltanto nelle case e non fuori. cosicché del restante genere umano non si sa mai niente. L’uomo passa distratto in mezzo a questi infiniti misteri e ciò non sembra poi dispiacergli eccessivamente” Buzzati-1950
31.01.05
per non dimenticare
Eccoci di nuovo in linea....il tempo scorre veloce tra mille impegni e mille parole scritte e ora finalmente di nuovo qui per dire e dirvi qualcosa...
anche se con un po' di ritardo non può passare inosservata la data del 27 gennaio, il giorno della memoria.
Alle volte le cose brutte non vogliono e non devono essere ricordate, perché così è più facile andare avanti, ma in questo caso è necessario ricordare e deve esserci la volontà di tutti nel riconoscere gli errori del passato, in questo modo la storia potrà essere maestra per una vita futura. Questo giorno serve per capire che la cattiveria umana arriva a livelli inauditi e inimmaginabili, e poi a sapere e far sapere che esiste una fetta di persone che non credono ancora oggi a quello che è successo, che pensano che sia tutto un'invenzione...una favola che somiglia a un incubo...quindi è proprio a queste persone che hanno la mente ottusa che dedico i versi
di Primo Levi, scrittore e superstite dei campi di concentramento:
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
08.01.05
Il destino
Avete mai pensato cosa sia il destino o il fato come lo chiamavano gli antichi? Quell’oscuro architetto che fila le vita di noi esseri umani e che ci mette davanti a situazioni a volte assurde, paradossali...non c’è niente più sorprendente di ciò il destino ti possa riservare e allo stesso tempo niente di più cattivo, perché il destino a volte sa essere cinico, atroce.
Spesso il destino lega insieme esistenze diverse, le allontana e poi le ricompone...destino e amore sono infatti un binomio inseparabile ed è per questo che prendo uno stralcio di Buzzati e una frase di Bevilacqua per farvi dire come funziona il destino...due frasi in cui per me l’immedesimazione è stata d’obbligo.
«C’è un destino. Una donna ha la certezza che un uomo solo, è fatto per lei. Non ci sarà mai nessun altro uguale. E anche se lui non si decide, non importa. Importa che il destino abbia deciso così». ( da Gli anni struggenti di A. Bevilacqua)
«Eppure per quelle intuizioni dell’animo, apparentemente assurde, che magari al momento non ci si bada ma rimangono dentro per poi ridestarsi a distanza di mesi e di anni, quando il meccanismo del destino scatterà. Antonio ebbe un presentimento: come se quell’incontro avesse importanza nella sua vita, come se il coincidere rapidissimo degli sguardi avesse stabilito fra loro due un legame che non si sarebbe spezzato mai più, a loro insaputa. Già in passato più di una volta aveva constato la incredibile potenza dell’amore capace di riannodare con infinita sagacia e pazienza attraverso vertiginose catene di apparenti casi due sottilissimi fili che si erano persi nella confusione della vita, da un capo all’altro del mondo». (da Un amore di Dino Buzzati)
b
23.12.04
L'amore secondo Prévert
Un’altro cantore dell’amore più vicino ai giorni nostri è Prévert e cercando tra le tante poesie ho scelto questa, meno conosciuta ma che nella sua essenzialità rappresenta l’amore spirituale e quello carnale nella sua forma indivisibile.
Alicante
Un’arancia sul tavolo,
il tuo vestito sul tappeto
e nel mio letto tu.
Dolce dono del presente,
frescura della notte,
calore di mia vita.
(Prévert)


