PagineBianche chiude!!!

L'ultimo numero di PagineBianche

Con grande dispiacere pubblico l'ultimo editoriale della rivista PagineBianche ad opera di Gino Scalone che è stato l'anima di questa bella iniziativa e che per motivi economici deve chiudere. Spero, comunque che sia solo un arrivederci.

Come più ampiamente si leggerà all'interno del giornale, questo è l'ultimo numero di PagineBianche. Ho affidato all'editoriale la spiegazione dei motivi, i doverosi e non rituali ringraziamenti, i primi, provvisori, bilanci. Voglio però esprimere ancora la mia commozione e la mia gratitudine per i tanti messaggi di solidarietà che - per telefono, via e-mail, a voce - abbiamo ricevuto dalle persone che in un modo o nell'altro hanno saputo delle nostre difficoltà.
Non sono mancati gli incoraggiamenti a vincerle, a superarle, i suggerimenti, le proposte, alcune davvero concrete, le offerte di aiuto.
Non sono mancati i rimproveri: «Ma come, non si era detto nulla...», «Perché non lo avevate fatto sapere?», «Perché non vi rivolgete alle istituzioni?». Rimproveri fondati ai quali si può rispondere in modo semplice: su tutto ha prevalso la nostra natura di calabresi, ha prevalso l'orgoglio, ha prevalso soprattutto la modestia di chi - noi - ritiene ancora PagineBianche un nostro passatempo, un hobby, coltivato certo con passione ed impegno, ma legato pur sempre ad una sfera privata, ludica.
Invece - ce lo avete attestato con chiarezza - il giornale non ci appartiene più. Voglio dire, non appartiene più ai 4 o 5 "redattori" che mensilmente lo confezionano. Inutile nascondersi: la nostra avventura, iniziata quasi per scherzo, proseguita con entusiasmo, ha messo in moto tali e tanti meccanismi, ha aperto tante strade, ha intrecciato tante relazioni, ha creato tante attese che adesso diventa difficile troncare tutto di colpo, difficilissimo dire a collaboratori e lettori che il gioco è finito.
E tuttavia, noi per primi dobbiamo convincerci che il gioco è finito per davvero e che è stato meglio finirlo di colpo, senza concederci recupero e tempi supplementari, senza prolungare l'agonia.
Grazie di nuovo, dunque. Grazie a tutti. Grazie a Franco Ferragina, l'amico vignettista che in questi anni ha giocato con noi, interpretando le vicende nazionali e quelle locali con un umorismo allegro e disincantato e con grande capacità di autoironia gli umori della Redazione.
A lui - a lui che merita altri palcoscenici che non un piccolo giornale di paese - il compito di chiudere con una copertina che non ha bisogno di commenti.
Grazie anche per il messaggio di speranza che ci affida: sì, i quattro gatti della Redazione sono morti e sepolti (anche se qualcuno continua a fare il furbo). Il sepolcro è sorvegliato da due guardie ben armate (le riconoscete?), che però - memori di quanto accadde in Palestina qualche anno fa - non sembrano tranquille. Non è - sembrano dirsi - che fra tre giorni, o giù di lì, questi cialtroni, questi pennivendoli da strapazzo, ce li ritroveremo mezzi nudi a Taduasi, a prepararsi alla Cumprunta?
Affettuosi saluti. [g.s.]

Commenti

Cara Pulce, leggo con un po di ritardo il tuo commento e devo dirti che non sono completamente d'accordo con quanto scrivi. Sicuramente c'è qualcosa di vero in quello che dici ma più che di suicidio io parlerei di eutanasia. Ritengo che le cause che hanno portato a staccare la spina sono diverse, in ogni caso, come te penso che sia stata un'avventura meravigliosa ma a differenza di te spero che un giorno possa nascere qualche altra avventura come PagineBianche, lo so è difficile ma la speranza è l'ultima a morire. VALE.

PagineBianche ha chiuso i battenti, perché è venuta a mancare la coesione del gruppo storico. Chi parla è uno dei fondatori del giornale, che ben conosce le reali motivazioni della chiusura. PagineBianche si è snaturato nel preciso istante in cui ha preso posizione politica nelle ultime elezioni amministrative, a favore di una lista c.d. civica, guidata dall'attuale sindaco di Girifalco, dr Mario Deonofrio. Fu una scelta infelice e quantomai letale. Da quel momento, il giornale perse credibilità, le vendite calarono vertiginosamente e non restò che recitare un doveroso requiem al moribondo. All'interno del gruppo storico, ci fu qualche franco tiratore, che si adoperò perché il giornale morisse. E ci riuscì con suo grande gaudio. Oggi, quella cellula cancerosa e antropofaga(ci siamo nutriti una serpe in seno, sic!)si è finalmente liberata da un incubo: PagineBianche, per l'appunto. A questo, si aggiunga la mancanza di volontà dei redattori abituali, il pessimismo e lo scoramento di qualche altro e, in qualità di Pulce devo dirlo, qualcun altro dava fastidio financo a se stesso ed ecco che l'analisi e bell'e fatta. Parce sepulto! E' stata un'avventura meravigliosa e dal notevole spessore culturale. Non ve ne saranno altre. Peccato. PagineBianche è morto suicida. Ve lo dico io...

Con rammarico apprendo la chiusura di pagine bianche.L'unico giornale che ci teneva informati di arte,cultura,politica e storia girifalcese anche a diversi cittadini che siamo oltre le alpi.Anche io vi dico un ARRIVEDERCI A PRESTO

La chiusura di un giornale è sempre una perdita.
La chiusura di un giornale a Girifalco è la grave perdita dell' unica e solitaria voce levatasi nel silenzio di decenni.