Rughe

Le rughe

Via Fontana

Porta alla “Cannaletta”, una vecchia fontana, immediatamente dopo l’abitato. All’inizio della strada c’era una fontana pubblica che anni fa fu rimossa: la penuria d’acqua e la conseguente turnazione, nell’erogazione del prezioso liquido, hanno indotto le autorità comunali a chiudere alcune fontane pubbliche. Al primo numero civico, a destra, vi era il mulino a “fuoco” (elettrico) di Domenico Cannizzaro. Nel passato, Via Fontana era molto movimentata. Al piano terra del Palazzo Chillà, sino agli anni ‘40, era sistemato l’ufficio postale del quale era direttore don Roberto Chillà.

Via Domenico Catalano

Via Domenico Catalano è una delle zone “storiche” di Girifalco. È ancora nella memoria viva di molti girifalcesi viventi, che ci sono nati e vi hanno trascorso parte della nostra vita. È comunemente nota come “Rughicelle“, che si potrebbe tradurre come “viuzze”, etimologia di facile interpretazione date le ridotte dimensioni delle stradine in questione.

Via della Repubblica

Inizia da piazza Umberto 1°, precisamente dagli angoli della Chiesa del Rosario e del Palazzo Municipale. Prima si chiamava via del Littorio (Deliberazione del Podestà dott. Gregorio Tolone del 09/02/1939). Su questa strada hanno sede l’Istituto per Ragionieri, l’Enel e il Cinema Ariston. Attraversa una zona di recente espansione edilizia. Sino a qualche anno fa, la zone oltre il cinema era campagna: “l’uartu de donna Bettina” (la sorella di Don Raffaele Lentini, arciprete di Girifalco da fine anni ‘20 ad inizio anni ‘40).

Via Como

Abbandonando la principale Via Milano in direzione di monte Covello si entra in via Como.

Sulla sinistra, di fronte al vecchio campo sportivo, si estende un gruppo di case, il rione fino a qualche tempo fa indicato come “le baracche” (I barracchi).

Il terreno su cui si estendono tali case era, fino agli inizi del 1900, proprietà della Chiesa (affermazione basata su testimonianza resa personalmente all’autore di questa pagina dall’Arciprete Don Ciccio Palaia sul finire degli anni ‘70).

Via Cola di Rienzo

Una strada di Girifalco è intitolata a Cola di Rienzo; ha inizio e fine sulla via Migliaccio. Ha pochi numeri civici perché è un breve tratto. Costeggia la parte superiore dei " Pioppi Nuovi”. Su questa strada, ad oggi, vi è l’entrata del Palazzo Rosso, il più alto di Girifalco. La denominazione di questa strada onora la memoria del famoso “tribuno romano” rinascimentale. Cola di Rienzo, tribuno e riformatore romano nato nel 1313, esercitò la professione di notaio, soprattutto in difesa degli interessi dei poveri.

Via Cesare Battisti

Non è molto larga; il fondo stradale, in diversi punti, è dissestato. Le case sono a schiera e di recente costruzione. Al termine della strada, precisamente nell’abitazione della famiglia Pugliese-Iapello, vi è la sede dei Testimoni di Geova,con al muro attaccata la targa: “Sala del Regno dei Testimoni di Geova”. La strada è molto lunga ed ha otto vichi (traverse). Cesare Battisti fu un patriota italiano che diede la vita per l’unità d’Italia, In rappresentanza della minoranza di Lingua Italiana, fu Deputato al Parlamento di Vienna.

Via Antonio Migliaccio

Viale A. Migliaccio, come tale, prima degli anni ‘60 non esisteva. Era il tratto terminale della strada, allora, provinciale per Catanzaro. Gli anziani dicono che dove hanno inizio Via Cola di Rienzo e Via Risorgimento vi era un’edicola con l’immagine della Madonna delle Grazie ed accanto sorgeva un alto noce americano. Ancora avanti vi erano due trappeti: l’uno di proprietà della famiglia De Stefani, l’altro dei fratelli Cesare e Gregorio Tolone; il primo, come costruzione resiste, l’altro ha subito delle modifiche e destinato ad abitazione.

Rione dei musicisti

 

Rione di recente costruzione. Fino agli anni ‘50 era un uliveto di proprietà della famiglia De Stefani, precisamente del Sig. Filippo De Stefani.

Fra le tante case, tutte affiancate l’una all’altra, c’è una bella villa con grandi palme, appartenente a uno della famiglia già proprietaria della zona.

Fino all’inizio degli anni ‘70 le singole vie del quartiere non avevano un nome specifico e venivano genericamente indicate come parte del “Rione San Marco”.

Il ponte di San Marco

Una rudimentale “passarella”, fatta di legno e lamiera, sovrastava la strada che porta a Cortale. Era un “passaggio” di acqua del Consorzio Irriguo del fiume Pesipe che in determinati giorni del mese mandava l’acqua verso “pendino”. Con lo sviluppo del traffico, tra la fine degli anni ‘60, e i primi anni ‘70 la “passarella” fu rimossa e sostituita con un passaggio sotto il fondo stradale.

U Ponta (il ponte)

Il “Ponte” si trova ai piedi di Via Cairoli e al centro di Via Fratelli Bandiera. Si chiama così perche prima scorreva un fiumiciattolo di acque nere e vi era un ponte che lo sovrastava. In seguito, agli inizi degli anni ‘70, avendo il Genio Civile fatto eseguire lavori di risanamento igienico, fu coperto e si è ricavata una grande ed ampia piazza. Si trova nella parte antica del paese; costeggia la rupe Cefaledda sotto la quale vi è un’ampia e profonda grotta.

Condividi contenuti