Rughe

Le rughe

U ponta de l'accedduzzu

Non si sa con certezza la vera origine della denominazione di questo piccolo ponte che si trova su Via Milano. Vengono date due versioni: secondo l’una, con questo nome nel passato gli antichi indicavano una siepe di rovi e sterpaglia che a mò di ponte univa due terreni limitrofi. Sotto si riparavano stormi di uccelli che la mattina spiccavano il volo non appena qualcuno si trovava a passare. Da questo fatto semplicissimo, sembra sia sorta spontaneamente la domanda: Ma questo è il ponte de l’Accedduzzu?

Piazzetta Santa Domenica

Piazzetta Santa Domenica è un largo che si trova a sinistra di Via Roma e precisamente su Via F.lli Bandiera là dove termina il 3° Vico Roma. Nello stradario ufficiale del comune non esiste. Però, il popolo la conosce con questo nome. Ha una forma quasi rettangolare e vi sono tante scale esterne che rimpiccioliscono lo spazio utilizzabile. Incavata nel muro di una casa vi è un’edicola con l’immagine di Santa Domenica che è stata restaurata nel 1975 dal pittore Michele Defilippo, scomparso di recente.

Piazza Umberto I - già "Piano di Santa Maria"

Questa piazza comunemente è detta “il Piano”. Un tempo era chiamata “Piano di Santa Maria”, dalla chiesa omonima alla quale è attaccata la Chiesa del SS. Rosario. Vi è il Municipio. Sino al 1989, all’angolo, di fronte al comune, vi era la farmacia. Uno dei bar presenti è stato inaugurato il 27 marzo 1994, il Bar-Caffè Olimpia, dal nome di una duchessa di Girifalco. Ha forma quadrangolare e da un lato è delimitata dal Palazzo Ducale. Un tempo la piazza era alberata e vi erano grandi acacie che furono tagliate a fine anni ‘50.

Piazza Silvio Venturi

Fra i direttori che si sono avvicendati all’Ospedale Psichiatrico vi fu il professore Silvio Venturi, precisamente dal 1887 al 1900. Nel 1881, però, ne aveva avuto la reggenza, in seguito a nomina a direttore di altro importante istituto del dottor Dario Maragliano, primo direttore dell’ospedale. Morì il 18-12-1900. Nell’entrata dell’ospedale vi è una grande lapide di marmo che lo ricorda. Un reparto del vecchio nosocomio porta il suo nome.

Piazza Risorgimento

Così chiamata in onore dei moti italiani contro gli oppressori austriaci. Gli anziani dicono che corrisponde all’aia dell’ex Conella di proprietà della famiglia Ferraina-Cefaly.

Piazza della Repubblica - già "Uartu do cruazzu"

Una volta Piazza della Repubblica si chiamava “Uartu do cruazzu” (orto dell’orlo) perché vi era un orto ed al suo limitare un burrone. Nel 1939 in era fascista fu intitolata “Piazza Luigi Razza”, (Deliberazione del Podestà don Gregorio Tolone del 9-02-1939) in omaggio ad un ministro fascista di Vibo Valentia. In questa piazza, dove ora vi è il “Centro per gli Anziani - F. S. RICCIO” e il Distretto Scolastico, vi era la Casa del Fascio dove si riunivano gli esponenti del Partito e il Dopolavoro.

Piazza De Luca

Piazza de Luca è alle spalle della Chiesa matrice, è piccola e di forma quadrata, è alberata ed è adibita a parcheggio. Da questa piazza si accede alla Casa Canonica e all’ufficio parrocchiale. Intitolata a Domenico De Luca, che fu segretario comunale e sindaco di Girifalco. Nel 1909 la Giunta Municipale era così composta:

Sindaco:
Domenico De Luca;

Assessori:
Nicola De Stefani;
Migliaccio Vincenzo;
Siniscalco Antonio.  

Il vecchio O.P.P. (Ospedale Psichiatrico Provinciale)

Il vecchio complesso ospedaliero si trova al termine di Corso Garibaldi. Fino al 1866 fu Convento dei Riformati (antoniani di stretta osservanza). Era detto dal popolo, “u Manicomiu” ed ospitava i disturbati mentali. L’O.P.P. fu insediato dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro nel 1881. All’interno, cioè nella zona ospedaliera, vi erano tanti padiglioni dove venivano “rinchiusi” gli ammalati. Un tempo in questo ospedale vi erano più di un migliaio di degenti. Con l’entrata in vigore della famosa Legge n° 180 l’assistenza agli ammalati di mente subì una profonda trasformazione.

La Nivera e zone adiacenti

La Nivera ad oggi è ai margini del centro abitato. Vi sono solamente due case: l’una abitata, l’altra non ancora terminata. Nella zona adiacente, che viene chiamata Sporta, vi è un’altra casa, isolata, nella quale è sistemata “Rete B”, un’emittente televisiva locale. Più in là, lungo la S.S. n.181 per Maida, si trova un edificio pubblico in evidente stato di abbandono: è il Mattatoio comunale che se pur terminato a fine anni 70 ha funzionato per poco tempo. Perché Nivera? Nel passato, quando nevicava, facevano profonde buche nel terreno nelle quali conservavano neve.

IX Vico Garibaldi - già "Cannamieli"

Una volta questo vico, lungo e stretto, che dal Vottandiari sbocca su Corso Garibaldi, era detto: “I Cannamieli”. Etimologicamente è un vocabolo di origine greca, composto da canna + meli cioè la canna da zucchero. La denominazione antica di questo vico può essere stata un toponimo riferito ad una probabile coltivazione, nella zona, della canna da zucchero. Era conosciuto pure con un altro nome: “la vinedda do mortaru” (il vico del mortaio) per una grossa pietra, a mò di mortaio, che si trovava all’inizio del vicoletto.

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